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Rakel e Hrant Dink - Testimoni di pace. |
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partecipa: Rakel Dink, Fethiye Çetin (Turchia) |
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moderatore: Rodolfo Casadei (Milano) - In collaborazione con il Gruppo Parlamentare Svizzera-Armenia |
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Università della Svizzera Italiana, Auditorium, 1. piano, Via Giuseppe Buffi 13, Lugano |
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Mercoledì 4 marzo, 2009 |
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ore: 20:45 |
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Hrant Dink in un'intervista dell'ottobre 2005 diceva «Adesso prego affinché il mio Dio, se sarò costretto ad andarmene, ritardi a tal punto la mia partenza da farmi morire per strada mentre mi metto in cammino, così da poter rimanere in questa terra. Affinché il destino non sia di andar via, ma di essere sepolto qui. Questa terra è mia, è qui la mia patria. Non potete mettermi in un vaso di fiori e farmi vivere altrove. Nel vaso sarei ben curato, ma il mio sguardo sarebbe rivolto alla Turchia.» Il 19 gennaio 2007 è stato ucciso davanti alla redazione del suo giornale, a Istanbul. Figlio di quel popolo armeno che il governo turco ha sterminato all'inizio del 900, Hrant Dink ha con la sua posizione messo in questione i turchi rispetto al proprio passato e gli armeni rispetto al proprio avvenire, affermando una possibilità di incontro che è una speranza non solo per la Turchia, ma per tutta l'Europa. |
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