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Riscoprirsi uomo, storia di una coscienza |
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partecipa: Massimo Caprara (Roma), Renato Farina (Milano) |
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moderatore: Claudio Mésoniat |
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Aula Magna del Conservatorio della Svizzera ItalianaCentro San Carlo, Lugano-Besso |
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Giovedì 18 novembre, 2004 |
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ore: 20:45 |
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Il XX secolo è stato il “secolo delle idee assassine”. Le ideologie totalitarie sono arrivate al potere con conseguenze devastanti per l’Europa e il mondo intero. Il comunismo è l’ideologia che più ha affascinato e coinvolto intellettuali ma anche gente del popolo con la promessa del “paradiso in terra”, del “regno della perfetta giustizia” da realizzare attraverso la rivoluzione. Il paradiso si è trasformato subito in un gigantesco sistema di oppressione e nell’inferno dei gulag.
Massimo Caprara è testimone d’eccezione della storia comunista. Giovane intellettuale animato da forti ideali, poco più che ventenne nel 1944 incontra Togliatti, segretario del PCI, che gli affida la responsabilità della rivista “Rinascita” e lo sceglie come suo segretario personale. Incarico che Caprara manterrà fino alla morte di Togliatti nel 1964. In questi vent’anni ha la possibilità di conoscere dall’interno tutte le più importanti vicende del comunismo italiano, sovietico ed internazionale. Dalla raffinata strategia gramsciano-togliattiana per conquistare l’egemonia culturale comunista in Italia, ai rapporti col mondo cattolico, alla figura di Stalin e alle vicende sovietiche dopo la sua morte.
Poi la crisi che porta Caprara a staccarsi dal PCI per essere tra i fondatori del gruppo dissidente comunista del “Manifesto” e infine la rottura con il comunismo e la riscoperta del cristianesimo come risposta alla passione ideale della vita.
L’eccezionale esperienza di Caprara è narrata nel libro-intervista “Riscoprirsi uomo-Storia di una coscienza”.
Massimo Caprara, napoletano d’origine, ha di poco passato gli ottant’anni. Dopo i vent’anni passati al fianco di Togliatti e l’esperienza del “Manifesto” è stato direttore, inviato speciale, editorialista di numerosi giornali. Ha pubblicato parecchi libri, tra i quali: I Gava (Feltrinelli 1975), L’attentato a Togliatti (Feltrinelli 1978), Ritratti in Rosso (Rubettino 1989), L’inchiostro verde di Togliatti (Simonelli 1996), Quando le botteghe erano Oscure (Il Saggiatore 1997), Gramsci e i suoi carcerieri (Ares 2001), Riscoprirsi uomo-Storia di una coscienza (Marietti 1820 2004).
Renato Farina, vicedirettore del quotidiano “Libero”.
Claudio Mésoniat, direttore de “Il Giornale del Popolo”. |
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